Protagonisti

Persone & Storie [di Pino Scaccia]

Lamberto Sposini

sposini

Per un certo periodo le nostre strade sono state parallele. Lamberto Sposini ha cominciato a collaborare a “Paese sera”, io a “Momento sera”. Siamo diventati professionisti quasi insieme, come insieme siamo entrati alla Rai: lui a Perugia, io ad Ancona. Insieme abbiamo cominciato a lavorare per la “Domenica Sportiva”. Anche il trasferimento al Tg1 è stato pressocchè concomitante. Le nostre strade si sono temporaneamente interrotte quando è passato a Tg5, salvo poi ritrovarsi e lavorare ancora insieme. Nella foto sta in studio mentre io mi collego da Parma per il caso Carretta. Ci siamo ritrovati anche una settimana esatta prima dell’incidente nel salotto di Giletti, dove lui era ospite fisso, a parlare di Afghanistan. Saputo della mia imminente uscita dall’azienza (quel fulmine lo ha colpito quindici giorni prima della mia “smagnetizzazione”) mi fece balenare l’idea, da vero amico, di tornare a lavorare vicini per “La vita in diretta”. Ci ha sempre diviso il calcio (lui juventino, io laziale), ben poca cosa rispetto all’affetto e alla stima che ci univa. E raccontai così il suo destino bastardo, recuperando i ricordi comuni. 

La questione, anche in questo caso, sarebbe privata se non si trattasse di un personaggio pubblico: è un pò come se parlassi di un amico comune. Non ci vedevamo da un pò di tempo, con Lamberto, dopo aver lavorato tanti anni insieme, spesso a strettissimo contatto. E’ capitato al mio ritorno dalla Libia, nello studio di “Domenica in”, gli sgabelli vicini. “Ahò, ma all’età tua ancora hai voglia di andare in guerra!” mi sfotteva. Qualche battuta sul tempo che passa sempre fuori onda e poi, serissimi, in trasmissione a discutere di bombe e di Gheddafi. Mi ha sempre meravigliato la sua energia e anche quell’aria disincantata. Il tempo che passa, già. Ma avremmo dovuto  parlare anche del destino che ti colpisce alle spalle, a tradimento. Ora non resta che aspettare, sperando che la crisi sia un’altra delle cose su cui scherzare sopra, la prossima volta. Insieme alla solita battuta: allora hai deciso cosa fare da grande?

Sta ancora molto male. E sono passati due anni e mezzo. Non ho mai avuto il coraggio di informarmi sul suo stato, ma so che non si è mai ripreso. Ora ci sono polemiche sui soccorsi, non posso far altro che registrarle, da cronista e da amico. Ma quel che mi auguro è che torni presto alla vita. Ho sempre invidiato la sua energia. Tifo per lui.

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Questa voce è stata pubblicata il 8 gennaio 2014 da in lamberto sposini.

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