Protagonisti

Persone & Storie [di Pino Scaccia]

Edoardo Agnelli

Malindi, ottobre 1990

Adesso è rimasto solo. I cugini sono ripartiti: lui ha preferito rimanere in Kenya con i suoi problemi e risolverli. “Andrò via solo quando tutto sarà chiarito” ci ha detto, salutandoci. Ma chi è  Edoardo Agnelli? Raccontarlo non è  semplice. Ne esistono almeno due: Edoardo III, quello ufficiale, l’erede (semiripudiato) delle biografie Fiat, e quello vero, un “ragazzo” di 36 anni che abbiamo scoperto giorno per giorno passeggiando sulla spiaggia di Malindi. Lui vestito di tutto punto e appoggiato su un inseparabile bastoncino di bambù, quasi una coperta di Linus. Noi armati soltanto di memoria, guai a usare il taccuino. Ne viene fuori un “colloquio” mai scritto che rivela una persona piena di dubbi ma anche piena di molte certezze, a dispetto di chi vuole liquidarlo semplicemente come un personaggio “scomodo”. In effetti, scomodo lo è. Il primogenito del presidente della Fiat che è contro il nucleare, che ha problemi con la droga, che parla male dei manager dell’azienda, che si lamenta di essere lasciato solo dalla famiglia, che preferisce la filosofia al computer, altro che scomodo. Come quando una sera – era particolamente giù di corda – al “White Elephant”, il suo rifugio di lusso, ci ha chiamato. Ha ordinato una caraffa di caffè e ha raccontato: “Alla Garbatella, una notte come questa, calda e umida. Stavo con i ragazzi di vita. Dovevano procurarsi i soldi per la roba. Saliamo in macchina, no non era una Fiat… Incredibile come riconoscono la polizia, dicono che il rumore delle marmitte è inconfondibile. Il colpo, poi la roba e neppure la pazienza di aspettare l’apertura delle farmacie. Mancava un quarto d’ora ma si sono messi a cercare le siringhe usate nella spazzatura…
Fragile? “
Non sono fragile. Il fatto è che io vedo le cose in maniera diversa dai miei cugini. A me non interessano i fondi di magazzino, sapere quante Uno sono rimaste invendute. Io so che bisogna tornare indietro per andare avanti. Io sono per un nuovo rinascimento. Sono d’accordo con gli orientali quando dicono che essere andati sulla luna non significa niente. E io poi penso ai problemi degli altri, al sud dell’Italia, al traffico di Roma, ai poveri ragazzi drogati. L’ho detto a Craxi: la legge è una cantonata clamorosa. Ma non è detto che non si possa cambiare. Se uno deve andare a Firenze e si accorge che sta andando a Napoli, basta ammettere di aver sbagliato e invertire la marcia”. La battaglia contro la legge sulla droga sta particolarmente a cuore ad Edoardo. Si accalora: “Sono finito in questa brutta storia perchè qui in Kenya mi batto contro la siringa. La siringa è la rovina, è la fine. E ho denunciato un australiano che si bucava davanti ai ragazzi. Il suo spacciatore, un certo Kimani, un poveraccio, me l’ha fatta pagare e ha soffiato alla polizia. Pensavano di trovare eroina in quella misera casa di Watamu ma c’era solo un terzo di grammo di concentrato di morfina. Roba da fumare, pressocchè innocua. Ecco, la differenza sta tutta qui: noi trattiamo in Italia come criminali ragazzi che fumano e non riusciamo a capire che hanno solo bisogno di aiuto e magari non combattiamo fino in fondo i trafficanti”. In dieci giorni con Edoardo detto “Dodo” (ma solo dagli amici) abbiamo parlato di tutto. Tentiamo di ricordare, perche’ bisogna andare a memoria: la presenza di un taccuino avrebbe inquinato inesorabilmente la confessione. Abbiamo parlato di Bush (“sono con lui”), della Lega (“non ci voleva proprio in un Paese così  a rischio razzismo”), di Hussein e del Papa. A Saddam ha mandato un telex di protesta per l’invasione del Kuwait. Al Papa ha scritto una lettera, molto affettuosa che ha cercato di fargli avere durante la visita in Africa. Edoardo ha anche parlato della Fiat e della famiglia.
La Fiat è in mano ai manager. Sono bravi ma non guardano molto avanti. Con la politica dell’oggi rischiano di rovinare tutto. I miei cugini? Lupo è in gamba e gli voglio bene come un fratello. Si è messo nel campo dell’aviazione (abbiamo preso il brevetto di pilota insieme ma io ho abbandonato) e ora rischia di far concorrenza all’Alitalia. Anche Giovanni è molto bravo, sta facendo un ottimo lavoro alla Piaggio. Quando i nostri genitori decideranno di lasciare saremo noi a portare avanti l’azienda, ognuno con le sue responsabilità e le proprie predisposizioni”. Un messaggio fin troppo chiaro per chi vuole Edoardo escluso dal futuro della Fiat. In un orecchio, poi ti sussurra: “Si devono ricordare che sono sempre il figlio di Gianni Agnelli. E soprattutto che ho il 36 per cento delle azioni. Non sarà facile farmi fuori”.
E la famiglia? “
Io adoro la mia famiglia. Sono molto affezionato a mio padre. Mi dispiace che questa mia disavventura lo renda nervoso. Perchè se lui è nervoso divento nervoso anch’io e questo non va bene”. Poi ci ripensa. Ripensa alla Fiat. Ci sono cose che non gli vanno giù. Si sfoga: “Da una settimana non riesco a parlare con Pescetto, il capo delle relazioni esterne del gruppo. La solita storia: è appena uscito, sta di sopra, stava qui un momento fa… Inutile, non ha mai risposto ai miei messaggi. Pensare che ha quattro anni meno di me, un pò di rispetto!” Vorrebbe sfogarsi anche sui rapporti con la famiglia ma l’affetto lo frena. Vivendo nello stesso albergo è stato facile però vederlo soffrire quando non riusciva a mettersi in contatto con l’adorato padre, in vacanza a Saint Moritz, mentre doveva accontentarsi di salutare attraverso il segretario la mamma e la sorella Margherita. E sempre sotto l’occhio vigile di un aitante, anche se attempato uomo di fiducia romano.
Povero Edoardo. Forse ingenuo, ma sicuramente tutt’altro che pazzo, come lo chiamavano con un pizzico di affettuosa malizia i suoi compagni d’Università a Princeton: “crazy Eddy”. “
Io soffro i mali della mia generazione – ci ha detto un pomeriggio a Gedda -. Ognuno ha le sue guerre. La guerra della mia generazione si chiama droga”. Un vecchio turista inglese lo riconosce: “Agnelli!”. E lui: “Sono solo il figlio di Agnelli”. Il turista, di rimando: “E’ lo stesso”. Edoardo: “Non è la stessa cosa”. Poi si è messo a fare da cicerone al turista per le rovine. Edoardo, e la galera? “Brutta esperienza. Due notti allucinanti. In piedi, in mezzo a trenta neri ubriachi. Dormire era impossibile con quel pavimento umido e in mezzo a stupratori che non conoscono rispetto, con quel cattivo odore. E poi i poliziotti venivano ad urlare ogni mezz’ora. No, non mi hanno picchiato. Soltanto una mattina all’alba quando mi sono rifiutato di rispondere all’appello, un poliziotto si è tolto la cinta e ha picchiato senza ragione un nero che mi stava a fianco. Ho capito che bisognava rispondere”. Ora se ne sta solo nel bungalow numero sette del “White Elephant” e qualcuno dei numerosi amici italiani gli porta talvolta anche qualche bellezza locale. Lui non si entusiasma ma accetta per non offendere. “Un cadeau non si rifiuta mai”, sorride.
Forse ha paura di averci raccontato cose che non doveva dire e si affretta a dirci che ha parlato con il papà. Che ha detto? “E’ nervoso, non preoccupato. Pensa che sto qui in mezzo ai giornalisti e chissà le stupidaggini che dico. Ho voglia di vederlo, di tornare a casa. Ma prima voglio chiarire tutto. Non mi va di andare a casa sotto giudizio. Sono innocente e voglio dimostrarlo”. Pensare che in un Paese come il Kenya basterebbe pagare, neanche tanto, per risolvere ogni questione. Se avesse pagato subito neppure lo avrebbero portato in prigione. Per non parlare della storia di uscire: gli hanno sequestrato il passaporto ma il giovane Agnelli ne ha altri due, uno italiano, l’altro statunitense (è nato a New York). Ma Edoardo pulito e pacifista non accetta questa logica. Lo ha spiegato ai due cugini quando sono arrivati a Malindi per “risolvere la questione” secondo gli ordini della famiglia. Li ha rimandati via, da soli. Mah, forse è davvero pazzo. Ma certo non è fragile come dicono. In ogni caso, con tutti i suoi difetti, Dodo è sicuramente un tipo per cui tifare. Speriamo che quando tornerà a Roma, a casa di zio Caracciolo, ci chiami, come ha promesso.

Edoardo Agnelli è morto cinque anni dopo, il 15 novembre del 2000, gettandosi (forse) da un ponte sull’autostrada.

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25 commenti su “Edoardo Agnelli

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  4. Alessandro
    17 settembre 2010

    in questa bella intervista c’e’ tutta la sua sofferenza (ingiustificata) di rampollo degli agnelli insieme a una ricerca dell’io profonda. Ma l’uso di sostanze stupefacenti non perdona alla lunga. Potrebbe aver subito una percezione della realta’ fuori misura unita a depressione e solitudine (che insistentemente cercava). Ma potrebbe aver scoperto in segreto di essere vittima di un male incurabile, come successe a suo fratello Giovannino. Almeno credo………….

  5. pina
    17 settembre 2010

    ILe “Anime Gentili” fanno sempre fatica a farsi capire . non solo questo tipo di società in cui vale più l’apparire che l’essere. e dove regna sovrano il dio denaro. Ma proprio nella storia dell’umanità lo possiamo leggere. Gli artisti veri sono stati sempre capiti molti anni doooopo del loro contesto sociale.
    Ma a Edoardo con il quale, per quello che ho saputo ( non da i media), e tu qui Pino lo confermi ho sempre condiso il pensiero voglio dedicare questa poesia:
    “Io amo la semplicità che si accompagna con
    l’umiltà. Mi piace la gente che sa ascoltare il vento sulla pelle,
    sentire gli odori delle cose, catturarne l’anima. Perché lì c’è
    verità, lì c’è dolcezza, lì c’è sensibilità, lì c’è ancora amore”,
    (Alda Merini)

  6. Michela
    17 settembre 2010

    Mi viene da pensare che è nato in una famiglia sbagliata.Probabilmente per la sua essenza se fosse nato in una famiglia meno potente della sua d’origine e meno esposta ai media, sarebbe andata diversimente.
    Mi viene da pensare che il suo carattere ed il suo rapporto con il padre erano sbilanciati.

  7. giuseppina
    25 settembre 2010

    I soldi rendono nobili, e non sempre, solo in apparenza. La vera nobiltà sta nell’anima semplice e umile ma difficilmente viene riconosciuta. Gli uomini sono tutti leccasoldi (leggi c..o)

  8. Gea
    4 ottobre 2010

    In genere le persone affette da problemi esistenziali vengono guardati con diffidenza perchè non possiedono progetti di vita pratici come fa la gente “normale”, dedita cioè al lavoro e alla famiglia… o + semplicemente perchè sono solitamente dei nullafacenti e contestano la realtà intesa dai + una “norma” di vita.
    E il problema maggiore di queste persone consiste nel non realizzare nulla di quello che pensano sognano e vivono.
    Così solo mi spiego il perchè del silenzio attorno a questo ragazzo sensibile circondato dalla sua stessa solitudine, e poi del suo suicidio… Spiace dal più profondo del cuore, forse gli bastava trovare un amico vero che gli stesse sempre accanto. Un amico che lo sapesse ascoltare e capire, che lo sapesse accettare così com’era senza domande inopportune. Un angelo custode.

  9. Mario Bracco
    24 giugno 2011

    Io ritengo di conoscere la Verità sulla tragica morte di Edoardo Agnelli.Si tratta di vicenda assai triste e delicatissima che ha già provocato squallidi interessi che non hanno permesso finora di trovare la via alla quale affidare questa necessaria precisazione.Con opportune garanzie di segretezza sono disposto ad affrontare l’argomento con persona
    affidabile che voglia trovare i mezzi ed i toni per curarne la divulgazione,siccome si tratta di cosa che non può essere ignorata.

  10. cristiana varesio
    3 settembre 2011

    buongiorno mi chiamo cristiana varesio e sono l’unica donna che per anni ha frequentato edoardo al buio cioe lontano dai riflettori dal lontano 1988 quando ufficialmente ci eravamo conosciuti in africa.spunto fuori solo adesso lo so sembra incredibile perche per 8 lunghi anni sono stata malissimo non avevo il computer e vero mi ero buttata nella droga per non sentire il dolore per la mia imperdonabile perdita di edoardo nella sua tragedia.io e lui stavamo insieme tutti i giorni mi mandava l’autista sotto casa in ogni momento eravamo inseparabili.insieme ci completavamo edoardo mi aveva appena comunicato che mi stava acquistando una casa piu grande per stare insieme noi due sempre.si era messo a dieta per me per essere piu carino ma era gia bellissimo cosi.e stato l’unico vero uomo della mia vita.per i primi tre anni ho pianto ininterrottamente tutte le notti scusate se sfogo il mio dolore cosi ma non riesco ancora a crederci.sento la sua presenza vicino e ho delle cose da dire molto importanti se volete mettervi in contatto con me mi sarebbe molto gradito perche sono cose molto delicate.lo conoscevo bene e posso dire e affermare con certezza che non avrebbe mai e poi mai tentato un gesto del genere anche perche io avevo bisogno di lui eravamo una famiglia desideravamo un figlio insieme gia da parecchio tempo e lui non mi avrebbe mai e poi mai lasciata da sola con i problemi che avevo.lui mi proteggeva come faceva suo papa gianni a cui vogliuo molto bene anche se e scomparso e lo piango ancora scusatemi ma parlero solo in presenza di un vero amico e mi piacerebbe tanto desidero tanto incontrare la mamma di edoardo perche la stimo molto e le sono molto legata da sincero affetto per tutto quello che ho ricevuto con eleganza.dovete perdonarmi ma prima non ero presentabile ero distrutta dal dolore e vivevo rinchiusa in me stessa. distinti saluti mi trovate su facebook

  11. cristiana varesio
    5 settembre 2011

    non e assolutamenter vero che edoardo soffriva di un male incurabile e lo posso affermare con certezza essendogli stata accanto anni.e se forse in kenya si era un po perso si era ripreso alla grande.era impegnato nella politica italiana ed estera e stava mettendo un po le cose a posto nel mondo.stava prendendo sempre piu potere.non credo che sia stato un complotto di famiglia la sua scomparsa e dovuta a individui senza scrupoli efferati assassini…….se gli renderete giustizia lo farete anche per me.una donna che e ancora pazza di lui

  12. Pingback: Chi era Edoardo Agnelli | Pino Scaccia

  13. Alessandro Torino
    10 settembre 2011

    Sono stato un amico “FEDELE” di Dodo . senza interessi e senza malizie . . Mi piacerebbe scambiare alcune idee con te.

  14. cristiana varesio
    18 settembre 2011

    ciao alessandro scusami se non ti ho risposto prima e con gioia che ti dico che speravo di parlare con i suoi amici magari ci siamo pure conosciuti a casa di edoardo o abbiamo parlato insieme per telefono se mi vuoi contattare mi trovi su facebook poi ti forniro il mio numero telefonico.magari possiamo incontrarci e parlarne con calma quando vuoi tu.spero tu legga il mio messaggio. ciao a presto

  15. cristiana varesio
    18 settembre 2011

    no adesso mi state a sentire edoardo non era un caso umano come l’avete dipinto non era un fragile era un uomo molto forte e la sua forza la trovava dentro se stesso.sono veramente indignata e addolorata da come ne avete parlato.suo padre negli ultimi anni l’aveva veramente capito e gli stava dando il suo appoggio,il suo affetto e la sua comprensione.!!!!l’avvocato ha pianto lacrime amare perche si era reso conto di quanto valeva suo figlio.non e giusto trattarlo cosi perche lui non si puo piu difendere.edoardo era piu uomo di tanti dirigenti con la cravatta ve lo posso garantire avrebbe dato negli anni punti a tanti e avrebbe dimostrato quello che veramente valeva.certo era un puro di cuore era sincero era buono un gran galant’uomo era sensibile ed era vicino a chi soffre a chi e emarginato.tutto questo fa di lui un grand’uomo piu signore di tanti signori……era intelligente non si era bruciato il cervello!!!!sapeva dove poteva mirare e dove voleva centrava era certamente un grande…..con tutto il mio affetto ai suoi amici piu cari

  16. cristiana varesio
    18 settembre 2011

    scusate rettifico intendevo un caso umano da compatire

  17. cristiana varesio
    18 settembre 2011

    signor mario bracco sono veramente sconcertata voi continuante ad affermare che edoardo si e suicidato io non ci credo non avrebbe mai fatto una cosa del genere, siccome gli sono stata affettuosamente vicina anni credo di aver diritto di sapere la cosa che non si puo ignorare su di lui le garantisco la mia piu assoluta riservatezza. distinti saluti

    • Mario Bracco
      7 agosto 2012

      chiedo solo a Cristiana Varesio di mettersi in contatto con me.
      Mario Bracco

  18. cristiana
    13 novembre 2011

    ciaoin questi giorni sto pensando intensamente ad edoardo lo dico per tutte quelle persone che pensano sia stato dimenticato e non nascondo di aver versato qualche lacrima…..un abbraccio intenso a tutti i suoi amici piu cari

  19. Paolo Chef Ragoo Martinelli
    24 febbraio 2012

    E’ proprio vero che i soldi non danno l’antigravità.

  20. Nemo
    10 gennaio 2014

    Buonasera,vorrei gentilmente sapere da dove è tratta questa intervista e di che anno è. Grazie infinite.

  21. Anna Bruno
    1 giugno 2015

    Lo sanno tutti che il vero fiiglio di Gianni e Umberto Agnelli

  22. Pingback: Lapo, essere un Agnelli non è facile | La Torre di Babele

  23. Pingback: LAPO, ESSERE UN AGNELLI UN É FACILE – ALGANEWS

  24. Pingback: La morte di Edoardo Agnelli, un’inchiesta ancora aperta |

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Questa voce è stata pubblicata il 16 settembre 2010 da in edoardo agnelli.

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