Protagonisti

Persone & Storie [di Pino Scaccia]

Ivan Graziani

14 gennaio 2009

In controtendenza com’era, se ne è andato all’alba di un nuovo anno, il ’97. Nella sua vita (troppo breve) ha sempre chiesto alle ”maledette malelingue” e ai finti progressisti solo di lasciarlo in pace. E infatti nessuno parla più di lui da tempo e non è che ne abbiano parlato molto anche quand’era vivo. Ma forse era proprio quello che voleva. Ivan ha sempre avuto in realtà un grande difetto: quello di farci riflettere e di battersi contro tutte le trasgressioni di maniera. Dunque, uno scomodissimo. Lo incontrai per l’ultima volta un anno prima che si ammalasse, giusto di questi tempi. Adesso che Ivan Graziani e’ morto, quell’incontro e quell’intervista assumono il sapore di un testamento. Sembrano parole di oggi. Forse è vero che gli artisti sono fuori del tempo e dello spazio. Come lo sono le idee. La foto, ingiallita e graffiata, è più vecchia (ha almeno trentacinque anni) e la conservo come una reliquia.L’incontro, dunque, avvenne a Novafeltria, nella sua casa marchigiana a cui tanto teneva perchè era la terra dell’unica donna che ha amato, sua moglie Anna. “E poi le Marche le ho nel sangue – diceva spesso -. E gli anni trascorsi a Urbino, la laurea in grafica dove li metti?”. Ivan Graziani non e’ mai stato un tipo qualsiasi. Fin dall’inizio. Per esempio, nacque in mare. Non e’ un modo di dire, nacque proprio in mare, sul traghetto Olbia-Civitavecchia che un pò riuniva le sue origini: padre abruzzese, madre sarda.  Ha cominciato a suonare con Battisti, la PFM, Venditti. Di canzoni ne ha scritte tante ma è sempre stato innamorato di "Signorina". Quando i critici anni fa lo misero al centro di una singolare polemica (Graziani rock o melodico?) lui fa un album con una facciata rock e e l'altra melodica. Ridendo come un un matto. Intervista? Guai a parlargli di intervista. Diciamo che a un certo punto cominciai con le domande. Naturalmente provocatorie, altrimenti con Ivan non aveva senso. - Partiamo dalla tua voce. Quel falsetto. Vero o costruito? "Io credo di avere la voce di una bimba perversa. Ma soprattutto di usare la voce come uno strumento, spesso duello col pianoforte". - C'è chi si diverte a fare la classifica dei chitarristi migliori. Ci sei anche te in Italia. "Le classifiche non esistono. Il più bravo è sempre quello che guadagna di più”. - Che pensi dell'ambiente musicale? "Una colonia. C’è poca gente che impone i suoi gusti a tutti. E smorza tanti entusiasmi". - Che proponi per cambiare? "Decentrare i centri di potere della musica. E’ in provincia che nascono le nuove idee". - Cosa c'è della provincia nella tua musica? "Il sapore, gli umori, la vita". - Se un giorno non dovessi suonare più? "Mi metterei a incartare caramelle. Non è una battuta. Sono uno specialista". - Ma tu smetterai? “Mai. Un vero chitarrista muore, deve morire sul palco". Non molto tempo dopo, a Novafeltria, al funerale, c'era la musica dei Beatles ad accompagnare per l'ultima volta Ivan. La chitarra l'ha portata con se. Naturalmente.

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7 commenti su “Ivan Graziani

  1. minù
    15 agosto 2010

    Grande chitarrista, alcune delle sue canzoni rimangono “immortali” scalfite nelle orecchie. Poeta della musica le sue canzoni mi hanno saputo aprire il cuore e la mente.
    Graziani è stato uno dei primi a fare concerti in caserme, carceri, manicomi, ma allora queste cose non erano pubblicizzate, e lui era una persona molto umile a mio avviso… senza tanti fronzoli ma con tanta sostanza.
    “Signorina per favore potrebbe non interrogarmi? E non accavalli le sue gambe per favore ho solamente sedici anni… Sto imparando a suonare la chitarra con i miei amici giù nella cantina è vero, alla faccia dei teoremi di Pitagora e Talete”.(Ivan Graziani, SIGNORINA, Seni E Coseni 1981)

  2. ceglie
    3 settembre 2010

    Un ragazzo puro!Ho avuto modo di conoscerlo, spesso ci siamo fatti coraggio, non ci piaceva il marcio.

  3. PV64
    28 novembre 2010

    Sempre amato Ivan e la sua opera controcorrente e imprevedibile 🙂

  4. pinoscaccia
    28 novembre 2010

    Sì, un grande. Sparito troppo presto, ci manca.

  5. ceglie
    31 gennaio 2012

    Sparito troppo presto, ma vivo dentro il cuore di chi lo ha amato.

  6. Walter Coli
    13 marzo 2016

    anche da lontano lo sento vicino!!!phuket in siam dove sia e stiam lo ascolto come a riminie bologna quando ci stavo!!col suo agentee amico werther rinaldi di igeabellaria mi diceva che gli teneva la mano nell’autoambulanza che lo portava dall’ospedale di rim ini a casa a novafeltria???e’ morto durante il tragitto!!il mitico pigro e dagli occhiali coloratie dal falsetto irripetibile??poeta ineguagliabile un eterno della chitarra e delle parole che creavano subito simpatia da signorina a d agnese a lugano efirenze???grazie per le perle che ci hai lasciato eche dopo tanti lustri di assenza fisica restano vive come meritavi!chapeau!!!

  7. Walter Coli
    13 marzo 2016

    essere banali uno si permette di dire la verita’??era unico =originale ed irripetibile!!dire straordinario e meraviglioso e’ anche forse dire poco!!una chitarra con occhiali colorati ci ha colorato la poesia e la canzone e resa inoubliabile!!fa tenerezza adesso il figlio che gli fa’ il canto!!ma di papa’ altro che tenco al premio???era e’ e restera’ ineguagliabile in tutto e per tutto!!poi??stava in un vero paradiso a novafeltria!!scelta da un’altra icona emeravigiosa presenza??il poeta e seneggiatore e scrittore e pittore escultore tonino guerra di fellini amarcord e di antonioni etanti registi di acutezze irripetibili!!nella sua casa tonino del reale e vero ottimismo??aveva il sentiero dei profumi persi e anche dei frutti dimenticati e delle pietre che parlano al vento??insomma due icone che fanno di novafeltria un museo!!doppio e non oppio ri-chapeau??miliardi di grazie dei doni che ci avete donato

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Questa voce è stata pubblicata il 30 giugno 2010 da in ivan graziani.

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