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	<title>Persone &#38; Storie</title>
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	<description>I personaggi di Pino Scaccia</description>
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		<title>Persone &#38; Storie</title>
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		<title>Alberto Bonanni</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 19:51:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Islamabad, 14 ottobre 2005 &#8211; Le giornate del gabbiano sono sempre dure perche’ dure sono le situazioni che sorvola. (…) (Guardate questa foto) ha un sapore spettrale molto forte: questi scheletri dei palazzoni a malapena rimasti in piedi che sovrastano traballanti  il cratere di quello crollato. Poi l’idea che lì sotto ha finito la sua &#8230;<p><a href="https://documenti.wordpress.com/2012/01/29/alberto-bonanni/" class="more-link">Continua a leggere</a></p><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=documenti.wordpress.com&amp;blog=683720&amp;post=185&amp;subd=documenti&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="justify"><a href="http://documenti.files.wordpress.com/2012/01/ac9183e5c11b65505feeca8fd7051646.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-186" title="ac9183e5c11b65505feeca8fd7051646" src="http://documenti.files.wordpress.com/2012/01/ac9183e5c11b65505feeca8fd7051646.jpg?w=545" alt=""   /></a></div>
<div align="justify"></div>
<div align="justify"><strong>Islamabad, 14 ottobre 2005</strong> &#8211; <em>Le giornate del gabbiano sono sempre dure perche’ dure sono le situazioni che sorvola. (…) (Guardate questa foto) ha un sapore spettrale molto forte: questi scheletri dei palazzoni a malapena rimasti in piedi che sovrastano traballanti  il cratere di quello crollato. Poi l’idea che lì sotto ha finito la sua vita Alberto Bonanni che non ho mai conosciuto ma che tutti mi hanno descritto come un vero gabbiano, un giramondo che finalmente aveva deciso di fermarsi. Il destino lo ha drammaticamente accontentato: ha visto tante terre, l’ultima e’ stata il Pakistan che amava. Abitava al terzo piano: del suo appartamento sono rimaste le briciole perche’ gli sono crollati addosso altri sette piani. Ripenso anche alla paura della notte scorsa, piu’ o meno a quest’ora, quando il tavolino ha cominciato a ballare e poi e’ arrivata, annunciata, la grande botta che ha scosso le pareti dell’albergo e ci ha mandato tutti per strada. (&#8230;) La paura. Una bestiolina che puoi controllare, con cui puoi imparare a convivere, ma alla quale e’ impossibile abituarsi. </em></div>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/documenti.wordpress.com/185/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/documenti.wordpress.com/185/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/documenti.wordpress.com/185/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/documenti.wordpress.com/185/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/documenti.wordpress.com/185/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/documenti.wordpress.com/185/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/documenti.wordpress.com/185/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/documenti.wordpress.com/185/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/documenti.wordpress.com/185/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/documenti.wordpress.com/185/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/documenti.wordpress.com/185/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/documenti.wordpress.com/185/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/documenti.wordpress.com/185/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/documenti.wordpress.com/185/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=documenti.wordpress.com&amp;blog=683720&amp;post=185&amp;subd=documenti&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Oriana Fallaci</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 19:25:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[15 settembre 2006 L&#8217;ho conosciuta a Darhan, in Arabia Saudita. Un tipaccio, da trattare con le molle. Il mio direttore di allora, Vespa, mi aveva chiesto di intervistarla. Le sono stato dietro tre giorni, una donna impossibile. A tal punto che chiamai Vespa e gli dissi: &#8220;Mi dispiace, rinuncio&#8221;. Lo dissi anche lei: cara Oriana, &#8230;<p><a href="https://documenti.wordpress.com/2012/01/29/oriana-fallaci/" class="more-link">Continua a leggere</a></p><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=documenti.wordpress.com&amp;blog=683720&amp;post=181&amp;subd=documenti&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<blockquote>
<p align="justify">15 settembre 2006</p>
</blockquote>
<p align="justify"><em><a href="http://documenti.files.wordpress.com/2012/01/17cb962472f0760f1e91804251b96767.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-182" title="17cb962472f0760f1e91804251b96767" src="http://documenti.files.wordpress.com/2012/01/17cb962472f0760f1e91804251b96767.jpg?w=545" alt=""   /></a>L&#8217;ho conosciuta a Darhan, in Arabia Saudita. Un tipaccio, da trattare con le molle. Il mio direttore di allora, Vespa, mi aveva chiesto di intervistarla. Le sono stato dietro tre giorni, una donna impossibile. A tal punto che chiamai Vespa e gli dissi: &#8220;Mi dispiace, rinuncio&#8221;. Lo dissi anche lei: cara Oriana, vai a quel paese, l&#8217;intervista non mi interessa più. Cambiò improvvisamente: dal giorno dopo fu lei a inseguire me. A quel punto era lei che me la chiedeva. Il dramma fu quando ci mettemmo d&#8217;accordo. Pretendeva le domande, pretendeva il posto dell&#8217;intervista, i tempi, tutto. Nuova litigata. Finalmente la feci. Bella. Parlò con il cuore. Parlò dei pozzi di petrolio che bruciavano in Kuwait. Ricordo bene le parole: &#8220;Non pensavo mai di poter avere paura di una nuvola. Chissà cosa abbiamo respirato, cosa abbiamo dentro&#8221;. Sapeva che stavo andando in Kuwait, mi scrisse una dedica che poi attaccai al suo libro &#8220;Inshallah&#8221;.  Scrisse: &#8220;Ti auguro di trovare tutto quello che io non ho trovato e di non trovare quello che io ho trovato&#8221;. In mezzo ai pozzi ci rimase una giornata, io un mese e mezzo. Sono passati tanti anni da allora, quindici, che ormai posso dire, ringraziando Iddio, che io ho respirato la stessa nuvola ma non ho trovato quello che lei ha trovato. Una donna sola. La ricordo così. Forse arrabbiata perchè sola. Adesso che è morta mi manca. Con lei non ero d&#8217;accordo su niente, ma ho sempre amato i cani sciolti, specie quando lo fanno a viso aperto.</em></p>
</div>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/documenti.wordpress.com/181/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/documenti.wordpress.com/181/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/documenti.wordpress.com/181/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/documenti.wordpress.com/181/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/documenti.wordpress.com/181/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/documenti.wordpress.com/181/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/documenti.wordpress.com/181/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/documenti.wordpress.com/181/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/documenti.wordpress.com/181/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/documenti.wordpress.com/181/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/documenti.wordpress.com/181/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/documenti.wordpress.com/181/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/documenti.wordpress.com/181/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/documenti.wordpress.com/181/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=documenti.wordpress.com&amp;blog=683720&amp;post=181&amp;subd=documenti&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Augusto De Megni</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 15:07:51 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[augusto de megni]]></category>

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		<description><![CDATA[La mattina che liberarono Augusto De Megni corsi all&#8217;aeroporto dell’Urbe, a Roma. Un elicottero della polizia ci aspettava per andare a riprendere il bambino. C&#8217;erano ancora i Nocs. Ma arrivati sul posto, Augusto non c&#8217;era piu&#8217;. Ricordo una corsa folle, fino a Perugia. Fuori casa De Megni c&#8217;erano giornalisti, fotografi, tante telecamere: tutte rigorosamente fuori. &#8230;<p><a href="https://documenti.wordpress.com/2012/01/29/augusto-de-megni-2/" class="more-link">Continua a leggere</a></p><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=documenti.wordpress.com&amp;blog=683720&amp;post=176&amp;subd=documenti&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La mattina che liberarono Augusto De Megni corsi all&#8217;aeroporto dell’Urbe, a Roma. Un elicottero della polizia ci aspettava per andare a riprendere il bambino. C&#8217;erano ancora i Nocs. Ma arrivati sul posto, Augusto non c&#8217;era piu&#8217;. Ricordo una corsa folle, fino a Perugia. Fuori casa De Megni c&#8217;erano giornalisti, fotografi, tante telecamere: tutte rigorosamente fuori. Io entrai sparato con l&#8217;auto della polizia. Mi ritrovai da solo in salotto con il bambino, la madre e il padre. Non ricordo, dopo tanto tempo, le parole. Ma una cosa che mi e’ rimasta dentro e’ la dolcezza di quel bambino. Un ometto. Lo aveva gia’ dimostrato nel momento piu’ duro, quello del sequestro. &#8220;Papa&#8217;, tranquillo non faro&#8217; uscire lacrime, stringero&#8217; i denti&#8221; aveva detto. Era lui che tranquillizzava i grandi. Il padre non credeva a un sequestro, lui invece capi&#8217; subito: pianse solo quando incaprettarono il padre.Ricordo altre due cose. Che Augustino aveva un male terribile ai talloni: per molto tempo, dopo la liberazione, non e’ poi riuscito a camminare. E che era talmente sotto choc che non voleva andare dal presidente Cossiga. Perche&#8217; parlava sardo. Gli ricordava i rapitori.Da allora gli voglio bene.  Raccontare la storia del suo segreto, significa svelare un po’ dei segreti che ci sono intorno alla liberazione. Bisogna naturalmente cominciare dal nonno, suo omonimo. Il vecchio &#8220;Puccio&#8221; De Megni, chiese aiuto a tutti. Non era uno “qualsiasi”, ma un massone potente, gia’ gran maestro del rito scozzese e antico. Ce la mise davvero tutta. Per amore, naturalmente, ma anche perche’ si sentiva un po’ responsabile di quel sequestro. La notizia non era stata resa pubblica, ma lui sapeva che ad agosto (due mesi prima) avevano tentato di rapire Bruno Buitoni: a Perugia dunque c’era una banda scatenata. Non solo. Venti giorni prima del sequestro di Augustino (a ottobre) il nonno aveva compiuto una grossa operazione finanziaria. Ne raccontano tante sulla sua disperata ricerca di aiuto. Una delle voci piu’ accreditate porta a una grossa comunita’ terapeutica, in Umbria. Li’ c’era una ragazza uscita dalla droga figlia di un sardo della Barbagia. Il padre della ragazza decise di intervenire. L’inchiesta della procura di Palermo sta cercando di appurare se in quel frangente intervenne anche l’immancabile Luigi Lombardini mettendo a disposizione tutta la sua rete di informatori. Fatto sta che il vecchio De Megni non pago&#8217; il riscatto ma tiro&#8217; fuori in tutto ottocento milioni: trecento in beneficenza agli orfani dei poliziotti, l&#8217;altro mezzo miliardo non si sa, forse pago&#8217; l&#8217;informazione decisiva: dove stava il bambino. Arrivarono i Nocs e lo liberarono. Fu sicuramente una soffiata. Augusto De Megni fu liberato il 3 febbraio. Pochi giorni prima, il 28 gennaio, ci fu una grande cena a Perugia. Il prefetto De Marinis (ora e&#8217; morto) confido&#8217; agli amici: &#8220;Ormai sappiamo dove sta Augusto, e&#8217; come se fosse gia&#8217; libero&#8221;. Oltretutto, uno di quei Nocs mi ha confidato di recente che conoscevano esattamente il punto, anche se ci misero parecchio perche’ la grotta era nascosta benissimo, dalle foglie. Quando finalmente arrivarono non ci furono reazioni. Il bambino era sotto il tiro della pistola di uno dei banditi, ma quello non sparo’. Augustino disse subito: “Lui e’ buono”. Ancora gli scrive. Dopo qualche tempo, ci furono due morti. Due sardi. Forse quelli che avevano parlato.  <em>&#8220;Sequestro di persona&#8221; di Pino Scaccia &#8211; Editori Riuniti</em></p>
<p><a href="http://documenti.files.wordpress.com/2012/01/d9386ae66f15f03495c1210129a3c306.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-178" title="d9386ae66f15f03495c1210129a3c306" src="http://documenti.files.wordpress.com/2012/01/d9386ae66f15f03495c1210129a3c306.jpg?w=545" alt=""   /></a>Il rapimento era avvenuto di sera. Quattro banditi armati e con il volto coperto da passamontagna avevano fatto irruzione nella villa De Megni, alla provincia Perugia. Un&#8217;operazione rapidissima, di pochi minuti. In casa c&#8217;erano soltanto Dino De Megni e suo figlio, Augusto, dieci anni. Il padrone di casa vennelegato e imbavagliato, il bambino portato via dai rapitori. Il sequestro durò quasi quattro mesi. Un tempo interminabile per la famiglia, che interruppe a tratti il silenzio stampa, voluto sin dal primo giorno, soltanto per lanciare appelli e messaggi ai rapitori. La richiesta dei sequestratori fu di 20 miliardi di lire e arrivò solo dopo 27 giorni dal sequestro. I familiari tentarono di trattare, mentre lo Stato scelsela linea dura. Fu proprio in quei giorni che venne infatti approvato il decreto d&#8217;emergenza per il sequestro preventivo dei beni delle famiglie dei rapiti. I sequestratori, da parte loro, sanno che i De Megni potevano permettersi quella cifra. Il padre ed il nonno di Augusto, appartenevano a una delle famiglie più ricche di Perugia, possedendo addirittura una banca. Il 22 gennaio del &#8217;91 i Nocs scovano la prigione dove Augusto è tenuto prigioniero. L&#8217;irruzione nel casolare è rapida, ma uno di loro punta una pistola dritta sulla tempia del bambino. Vuole trattare, cercare un accordo, salvarsi. Passerá più di mezz&#8217;ora prima che decida di mettere giù l&#8217;arma e lasciarsi arrestare. Augusto De Megni ora è libero. Nel giro di una mezz&#8217;ora l&#8217;immagine di quel bambino, avvolto in un giubbotto troppo grande per la sua etá, finirá su tutti i telegiornali della sera. Sereno, equilibrato e composto come e più di un adulto dirá: «Sono stato trattato abbastanza bene, stavo in una piccola prigione e leggevo il giornale tutti i giorni. So che è scoppiata la guerra, ne ho discusso anche con i miei rapitori».</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/documenti.wordpress.com/176/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/documenti.wordpress.com/176/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/documenti.wordpress.com/176/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/documenti.wordpress.com/176/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/documenti.wordpress.com/176/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/documenti.wordpress.com/176/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/documenti.wordpress.com/176/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/documenti.wordpress.com/176/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/documenti.wordpress.com/176/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/documenti.wordpress.com/176/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/documenti.wordpress.com/176/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/documenti.wordpress.com/176/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/documenti.wordpress.com/176/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/documenti.wordpress.com/176/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=documenti.wordpress.com&amp;blog=683720&amp;post=176&amp;subd=documenti&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;incubo Paolini</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 12:54:58 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[gabriele paolini]]></category>

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		<description><![CDATA[20 maggio 2005 Il nostro incubo. Non posso dire di non essere contento, non perche’ il signore mi sia antipatico, ma perche’ effettivamente ha sempre ostacolato pesantemente il nostro lavoro. Ho avuto a che fare con lui tre volte. La prima al palazzo di giustizia di Roma. Sentenza della Cassazione su Sofri. Dopo l’incursione nella &#8230;<p><a href="https://documenti.wordpress.com/2012/01/29/lincubo-paolini/" class="more-link">Continua a leggere</a></p><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=documenti.wordpress.com&amp;blog=683720&amp;post=171&amp;subd=documenti&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>20 maggio 2005</p></blockquote>
<p><a href="http://documenti.files.wordpress.com/2012/01/paolini.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-172" title="paolini" src="http://documenti.files.wordpress.com/2012/01/paolini.jpg?w=545" alt=""   /></a>Il nostro incubo. Non posso dire di non essere contento, non perche’ il signore mi sia antipatico, ma perche’ effettivamente ha sempre ostacolato pesantemente il nostro lavoro. Ho avuto a che fare con lui tre volte. La prima al palazzo di giustizia di Roma. Sentenza della Cassazione su Sofri. Dopo l’incursione nella diretta del Tg3, gli chiesi di lasciar perdere, l’argomento era troppo serio. Quando capii che non aveva nessuna intenzione di andarsene, mi misi a ridosso della fontana in piazza Cavour. Pur di stare dietro le spalle s’infilo’ con i piedi dentro la fontana. Basto’ una spintarella e, splaff, fini’ lungo nell’acqua. Si rialzo’ ridendo: “Collegamento bagnato, collegamento sfortunato”. Insomma, aveva accettato filosoficamente la sconfitta. La seconda volta, sempre a Roma, davanti a un palazzo crollato, tanti morti. Li’ lo convinsi. A malincuore ammise che davvero non era il caso. La terza a piazza Esedra durante la manifestazione per Giuliana Sgrena. Stavo su un palchetto per la diretta ed ero irraggiungibile. Cosi’ ebbe un’idea: compro’ un bastone, tolse il manifesto di Giuliana e ci schiaffo’ un cartello con il suo indirizzo web. Chiesi attenzione all’operatore ma quel cartello per qualche secondo fini’ nell’inquadratura. Se insomma devo fare un bilancio, mi pare che Paolini con me non abbia ottenuto grandi risultati. Devo ammettere che e’ preparatissimo, sa tutto di noi, e cerca di arringare la folla. Sentivo a piazza Esedra che diceva: “Ma vi pare che a Pino Scaccia freghi un cazzo della Sgrena?”. Ci conosce tutti ed evidentemente ha pure qualche amico perche’ sa sempre dove sono le telecamere e sa piazzarsi con blitz improvvisi. Pero’ adesso non faccia la vittima. Quando i suoi avvocati parlano di un personaggio che “si apposta dietro le telecamere in una pubblica via, è muto, immobile e non gesticola” dicono una fenomenale bugia. Non solo il personaggio gesticola, ma parla e offende a tutti i livelli, anche i livelli molto alti, anzi altissimi. Prima o poi qualcuno doveva fermarlo. Io , che mi sento spiritualmente erede di Frajese, non posso che allinearmi a quella gran mossa di Paolo a Parigi. Disse “scusate”, si giro’ e sferro’ un calcio nelle parti basse al disturbatore. Forse quello resta il sistema migliore, senza troppe denunce.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/documenti.wordpress.com/171/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/documenti.wordpress.com/171/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/documenti.wordpress.com/171/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/documenti.wordpress.com/171/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/documenti.wordpress.com/171/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/documenti.wordpress.com/171/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/documenti.wordpress.com/171/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/documenti.wordpress.com/171/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/documenti.wordpress.com/171/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/documenti.wordpress.com/171/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/documenti.wordpress.com/171/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/documenti.wordpress.com/171/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/documenti.wordpress.com/171/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/documenti.wordpress.com/171/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=documenti.wordpress.com&amp;blog=683720&amp;post=171&amp;subd=documenti&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Il fantasma di Contrada</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 12:38:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pinoscaccia</dc:creator>
				<category><![CDATA[bruno contrada]]></category>

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		<description><![CDATA[25 febbraio 2006 Ormai sembra il fantasma di quel &#8220;mastino&#8221; che tutti in Sicilia temevano. L’ho incontrato anni fa, appena uscito dal carcere, e ho visto un uomo distrutto. Si è difeso però con forza, non parlando di complotto ma insomma del destino da vittima sacrificale. Serviva distruggerlo, mi ha detto, senza spiegare perché e &#8230;<p><a href="https://documenti.wordpress.com/2012/01/29/il-fantasma-di-contrada/" class="more-link">Continua a leggere</a></p><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=documenti.wordpress.com&amp;blog=683720&amp;post=167&amp;subd=documenti&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>25 febbraio 2006</p></blockquote>
<p><a href="http://documenti.files.wordpress.com/2012/01/contrada.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-168" title="contrada" src="http://documenti.files.wordpress.com/2012/01/contrada.jpg?w=545" alt=""   /></a>Ormai sembra il fantasma di quel &#8220;mastino&#8221; che tutti in Sicilia temevano. L’ho incontrato anni fa, appena uscito dal carcere, e ho visto un uomo distrutto. Si è difeso però con forza, non parlando di complotto ma insomma del destino da vittima sacrificale. Serviva distruggerlo, mi ha detto, senza spiegare perché e soprattutto da chi. Di lui sono state dette le cose peggiori. Soprattutto una, la piu&#8217; infamante per un poliziotto: collusione con la mafia, cioe&#8217; il nemico. In realta&#8217;, quando il responsabile del Sisde per la Sicilia orientale fu arrestato i suoi capi lo difesero a spada tratta. Ma da quando e&#8217; morto Parisi nessuno piu&#8217; lo difende. I suoi scarsi amici sostengono che Contrada e&#8217; vittima di una lotta di potere. Ma i suoi numerosi nemici ritengono invece che le accuse siano autentiche. Contrada, secondo loro, avrebbe aiutato la mafia. Il problema e&#8217; di stabilire perche&#8217;. Forse per quieto vivere, forse per paura dopo l&#8217;uccisione del commissario Boris Giuliano, ma la tesi piu&#8217; accreditata e&#8217; che Contrada sia stato vittima della sua ambizione. Su Contrada in effetti incombono molte altre grandi ombre che investono gli apparati dello Stato, ossia il suo ruolo nel Sisde. Si mormora di un suo &#8220;intervento&#8221; dopo il delitto Dalla Chiesa legato a documenti sul caso Moro, si dice anche che fu lui il primo ad accorrere sul luogo dell&#8217;omicidio di Insalaco, l&#8217;ex sindaco di Palermo che stava raccontando a Falcone le trame del comitato d&#8217;affari: quel pomeriggio spari&#8217; una borsa. Non solo: Contrada e&#8217; stato accusato anche di aver ordinato l&#8217;attentato (non riuscito) a Falcone, quello dell&#8217;Addaura. Ad accusarlo ci sono molti pentiti, di quelli credibili: Buscetta, Mutolo, Marchese, Mannoia fino agli ultimi, Cancemi e Scavuzzo. Secondo loro non ci sono dubbi: il funzionario del Sisde avrebbe favorito latitanze, vanificato operazioni di polizia e tramato con i mafiosi. E i giudici oggi hanno creduto a loro.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/documenti.wordpress.com/167/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/documenti.wordpress.com/167/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/documenti.wordpress.com/167/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/documenti.wordpress.com/167/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/documenti.wordpress.com/167/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/documenti.wordpress.com/167/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/documenti.wordpress.com/167/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/documenti.wordpress.com/167/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/documenti.wordpress.com/167/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/documenti.wordpress.com/167/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/documenti.wordpress.com/167/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/documenti.wordpress.com/167/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/documenti.wordpress.com/167/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/documenti.wordpress.com/167/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=documenti.wordpress.com&amp;blog=683720&amp;post=167&amp;subd=documenti&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>La storia di Ivan, poliziotto sfortunato</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 20:23:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pinoscaccia</dc:creator>
				<category><![CDATA[ivan liggi]]></category>

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		<description><![CDATA[24 marzo 2005 &#8220;Salve, sono Natale Liggi, un ex agente della polizia stradale di Cesena.Vi prego di volermi dedicare qualche minuto perché possa esporre quanto è successo a mio figlio Ivan, anch’egli agente della Stradale di Rimini. Ivan, sin da piccolo ha sognato di diventare un poliziotto come il suo papà, indossare quella divisa che &#8230;<p><a href="https://documenti.wordpress.com/2012/01/24/la-storia-di-ivan-poliziotto-sfortunato/" class="more-link">Continua a leggere</a></p><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=documenti.wordpress.com&amp;blog=683720&amp;post=164&amp;subd=documenti&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>24 marzo 2005</p></blockquote>
<p><a href="http://documenti.files.wordpress.com/2012/01/4a0f7f51e1c4dd4e02d6e518fff410fb.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-165" title="4a0f7f51e1c4dd4e02d6e518fff410fb" src="http://documenti.files.wordpress.com/2012/01/4a0f7f51e1c4dd4e02d6e518fff410fb.jpg?w=545" alt=""   /></a>&#8220;Salve, sono Natale Liggi, un ex agente della polizia stradale di Cesena.Vi prego di volermi dedicare qualche minuto perché possa esporre quanto è successo a mio figlio Ivan, anch’egli agente della Stradale di Rimini. Ivan, sin da piccolo ha sognato di diventare un poliziotto come il suo papà, indossare quella divisa che in famiglia viene indossata da molti, (dal papà, due zii, due cugini, ed il cognato). Ivan è cresciuto con certi valori e determinate ideologie. Il 18 marzo del 1992 il suo sogno si realizza, superando le selezioni riesce ad entrare in polizia. Quattro anni dopo viene trasferito nella nuova sezione della Stradale di Rimini. A 25 anni, il 24 febbraio del 1997 la sua vita subisce un trauma irreversibile. Ivan ,in servizio di pattuglia sulla statale Adriatica intima l’alt a un automobilista, che si da alla fuga saltando il posto di blocco. Dopo un inseguimento durato circa un’ora nel centro di Rimini la pattuglia, armi in pugno, ferma questa folle corsa, improvvisamente l’auto riprende la fuga investendo l’agente Ivan e facendolo cadere: in questi momenti di concitazione, il poliziotto si rialza da terra, rincorre il fuggitivo estraendo l’arma dalla fondina, che aveva il colpo in canna inserito al momento del fermo, una esplosione, parte un colpo accidentalmente, il proiettile infrange il lunotto posteriore e colpisce l’automobilista uccidendolo. Ivan dopo cinque anni di sospensione è stato reintegrato presso la polizia ferroviaria di Pesaro, si è distinto per due episodi per i quali è stato proposto una lode per interventi particolarmente rischiosi effettuati fuori servizio. Ma intanto dalla Corte D’assise di Rimini l’agente Liggi è stato condannato a 4 anni per omicidio colposo. Nel 2000 il procuratore generale di Bologna, impugna la sentenza, la trasforma in omicidio volontario. La Cassazione nel 2001 annulla la sentenza rinviandola di nuovo alla Corte d’appello di Bologna. La Corte Suprema di Cassazione il 15 ottobre 2004 conferma la seconda condanna della Corte d’Appello di Bologna a 9 anni e 5 mesi per aver sparato volontariamente ad altezza d’uomo, pena che Ivan ha iniziato a scontare nel carcere dal giorno 16 ottobre 2004. Intanto anche la Corte dei Conti presenta il conto, condanna Ivan a risarcire al Ministero dell’Interno Euro 130.000 pari alla somma pagata alla parte civile, più interessi che maturano dal 28 febbraio 2003 di Euro 11,16 giornalieri. Licenziato dal lavoro sarà perseguitato fiscalmente per il resto della sua vita. Continuo a non credere che Ivan avesse la volontà di ammazzare quel ragazzo, lo comprendono anche le sorelle della vittima che ai giornali hanno pronunciato le seguenti parole: &#8220;Anche nostro fratello avrebbe voluto un po’ di pace per Ivan, faremmo di tutto per aiutarlo, anche andare davanti ai giudici per chiedere una riduzione della pena per non distruggere un’altra vita&#8221;.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/documenti.wordpress.com/164/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/documenti.wordpress.com/164/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/documenti.wordpress.com/164/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/documenti.wordpress.com/164/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/documenti.wordpress.com/164/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/documenti.wordpress.com/164/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/documenti.wordpress.com/164/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/documenti.wordpress.com/164/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/documenti.wordpress.com/164/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/documenti.wordpress.com/164/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/documenti.wordpress.com/164/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/documenti.wordpress.com/164/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/documenti.wordpress.com/164/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/documenti.wordpress.com/164/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=documenti.wordpress.com&amp;blog=683720&amp;post=164&amp;subd=documenti&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Augusto De Megni</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 19:06:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pinoscaccia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Aveva dieci anni, adesso ne ha ventiquattro, e’ un ragazzo altissimo, sorridente. Stamattina ho rivisto Augusto De Megni, vittima di un sequestro che fece tremare tutta l’Italia. Ebbi la fortuna di vederlo per primo, appena liberato, perche’ entrai nella sua casa a Perugia con i Nocs e lo intervistai, con molta cautela, sul divano di &#8230;<p><a href="https://documenti.wordpress.com/2012/01/24/augusto-de-megni/" class="more-link">Continua a leggere</a></p><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=documenti.wordpress.com&amp;blog=683720&amp;post=157&amp;subd=documenti&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p><em><a href="http://documenti.files.wordpress.com/2012/01/a1be811a7ed5c12139802ebda6aef0aa.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-158" title="a1be811a7ed5c12139802ebda6aef0aa" src="http://documenti.files.wordpress.com/2012/01/a1be811a7ed5c12139802ebda6aef0aa.jpg?w=545" alt=""   /></a>Aveva dieci anni, adesso ne ha ventiquattro, e’ un ragazzo altissimo, sorridente. Stamattina ho rivisto Augusto De Megni, vittima di un sequestro che fece tremare tutta l’Italia. Ebbi la fortuna di vederlo per primo, appena liberato, perche’ entrai nella sua casa a Perugia con i Nocs e lo intervistai, con molta cautela, sul divano di casa accanto a mamma e papa’. Era un bambino frastornato da quattro mesi di prigionia, chiuso dentro una grotta piccolissima. Adesso parla del suo sequestro con tranquillita’ dimostrando, per fortuna, di aver superato il trauma. E’ successo a “Uno mattina”, dove sono stato ospite, insieme a investigatori ed altri ex sequestrati, per spiegare la fine di un fenomeno per tanti anni allarmante. Ho seguito per molto tempo le vicende di uno dei delitti piu’ abietti e purtroppo si sa che e’ finito soprattutto perche’ per i criminali non e’ piu’ remurenativo. </em></p>
<p><em>Paradossalmente e’ stato il “progresso” ad annullare un reato ignobile che faceva leva sui sentimenti. C’e’ da gioirne, a denti stretti. </em></p>
</div>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/documenti.wordpress.com/157/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/documenti.wordpress.com/157/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/documenti.wordpress.com/157/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/documenti.wordpress.com/157/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/documenti.wordpress.com/157/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/documenti.wordpress.com/157/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/documenti.wordpress.com/157/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/documenti.wordpress.com/157/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/documenti.wordpress.com/157/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/documenti.wordpress.com/157/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/documenti.wordpress.com/157/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/documenti.wordpress.com/157/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/documenti.wordpress.com/157/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/documenti.wordpress.com/157/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=documenti.wordpress.com&amp;blog=683720&amp;post=157&amp;subd=documenti&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Danilo Conta</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 18:03:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pinoscaccia</dc:creator>
				<category><![CDATA[danilo conta]]></category>

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		<description><![CDATA[Bogotà, 4 febbraio 2005 “Hola como estas mira yo se que tu no me conoses pero yo soy amiga de Danilo de la Costa un italiano que es abogado y vive en Colombia Bogota, mira yo soy Jessica Ariana Scaccia y nesesito tu ayuda mira mi papá es italiano vive en Palermo secilia y el &#8230;<p><a href="https://documenti.wordpress.com/2012/01/24/danilo-conta/" class="more-link">Continua a leggere</a></p><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=documenti.wordpress.com&amp;blog=683720&amp;post=151&amp;subd=documenti&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Bogotà, 4 febbraio 2005</p></blockquote>
<p>“Hola como estas mira yo se que tu no me conoses pero yo soy amiga de Danilo de la Costa un italiano que es abogado y vive en Colombia Bogota, mira yo soy Jessica Ariana Scaccia y nesesito tu ayuda mira mi papá es italiano vive en Palermo secilia y el no me a reconosido y mi mamá esta aya en italia Roma y yo aqui en Colombia porfa yo solo quiero que el me reconosca y me lleve hasta donde mi mamá yo no lo conosco y me gustaria conoserlo a mi paá y porsupuesto a ti, para que te busco para que si tu quieres tu puedes tomar mi historia y ayudarme telo agradeseria de todo Corazon porfavor ayudeme yo tansolo tengo 15 años y lo que ago o estoy haciendo es sola y con la orientación de Danilo de la Costa gracias”.<strong>Jessica </strong></p>
<p>&#8220;Caro Pino, ti ricordi di me? Sono Danilo Conta, l&#8217;italiano sequestrato in Colombia che hai intervistato in Ambasciata a Bogotá. Ti scrivo per raccontarti che ho trovato una storia veramente incredibile. Ho conosciuto una ragazza che si chiama Jessica Ariana Scaccia, che vive qui a Bogotá e che vuole raccontarti una storia incredibile, ma allo stesso tempo umana. Il padre é siciliano e a quanto pare si é dimenticato che ha una figlia da queste parti. Se solo la conoscesse sono certo che la riempirebbe di baci&#8230;. Per quanto mi riguarda sono ancora in alto mare con le mie vicende. &#8220;</p>
<p><em><a href="http://documenti.files.wordpress.com/2012/01/c9eb6c10464e0b2bebb4fd938f5e7ade.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-153" title="c9eb6c10464e0b2bebb4fd938f5e7ade" src="http://documenti.files.wordpress.com/2012/01/c9eb6c10464e0b2bebb4fd938f5e7ade.jpeg?w=545" alt=""   /></a>Ho conosciuto Danilo anni fa a Bogota&#8217;. Ho raccolto la sua storia. Ho scoperto il suo grande coraggio. Ecco cosa ho scritto allora della sua vicenda. <em>Questa e&#8217; la storia di Danilo Conta, un trentino di cinquant&#8217;anni, vittima dell&#8217;amore per la Colombia, paese fantastico e difficile, felice e insanguinato. Una grande avventura cominciata vent&#8217;anni fa a Bogota&#8217;. La fortuna: un ristorante, un bar, una paninoteca. Poi il sequestro. L&#8217;anno scorso, d&#8217;estate. Per sette mesi in mano ai guerriglieri del Farc.  I guerriglieri sono in gran parte i responsabili, insieme ai narcos, del sangue in Colombia. Cifre impressionanti. Ogni anno trentamila omicidi e quasi tremila rapimenti. Colpiti soprattutto gli stranieri, in grado di pagare. Attualmente i sequestrati sono diciannove. Tre italiani. Danilo Conta in quei mesi sulla montagna ha perso trenta chili. Un&#8217;esperienza drammatica e pesante che serve anche a capire chi sono i guerriglieri, i banditi-campesinos. &#8220;Tutti bambini. Gli ho anche insegnato a leggere e scrivere&#8221;.Danilo Conta, dopo 219 giorni, e&#8217; stato liberato per cento milioni di lire. L&#8217;inizio della fine di tutte le attivita&#8217;. Ora e&#8217; protagonista di un caso allucinante. Vogliono cacciarlo via. Cosi&#8217; ha chiesto il risarcimento al governo colombiano, si e&#8217; messo in guerra con il ministro degli esteri, con il procuratore generale e con il piu&#8217; importante gruppo imprenditoriale colombiano, Santo Domingo. Per ora resiste. Ma teme per la vita, in un paese dove l&#8217;unica legge, purtroppo, resta quella della &#8220;violencia</em><em>&#8220;.</em></em></p>
<div>
<p><em></em>&#8220;Da anni ho intrapreso una titanica lotta contro la corruzione che prima di farmi sequestrare ha cercato inutilmente di farmi deportare dalla Colombia. Anche se non ci sono riusciti hanno ad ogni modo ottenuto il loro proposito di lasciarmi nella piú completa indigenza nella speranza che me ne vada. E ti garantisco che lo faró dopo che riusciro a far giustizia nei confronti dei responsabili della mia mancara deportazione che tra l&#8217;altro sono stati tutti perfettamente identificati. Certo la giustizia in Colombia non é delle migliori, ma con l&#8217;aiuto dei media italiani spero di farcela.&#8221; <strong>Danilo Conta</strong></p>
<p><em>Una storia non finita, dicevo. Prima di questa, per sollecitare l&#8217;aiuto per Jessica (che estendo a tutta la tribu&#8217; naturalmente) Danilo Conta mi aveva scritto un&#8217;altra email. Questa.</em></p>
</div>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/documenti.wordpress.com/151/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/documenti.wordpress.com/151/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/documenti.wordpress.com/151/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/documenti.wordpress.com/151/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/documenti.wordpress.com/151/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/documenti.wordpress.com/151/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/documenti.wordpress.com/151/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/documenti.wordpress.com/151/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/documenti.wordpress.com/151/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/documenti.wordpress.com/151/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/documenti.wordpress.com/151/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/documenti.wordpress.com/151/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/documenti.wordpress.com/151/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/documenti.wordpress.com/151/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=documenti.wordpress.com&amp;blog=683720&amp;post=151&amp;subd=documenti&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Alberto Castagna</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 14:06:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pinoscaccia</dc:creator>
				<category><![CDATA[alberto castagna]]></category>

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		<description><![CDATA[3 marzo 2005 Quando un inviato sta fuori, l&#8217;unica notizia che esiste e&#8217; quella su cui sta cacciando. Oltretutto il tempo per il resto e&#8217; poco e spesso, come da Marsiglia, le difficolta&#8217; di comunicazione sono notevoli. Cosi&#8217; capita di passare sotto silenzio notizie invece che meriterebbero molta attenzione. La morte di Alberto Castagna, per &#8230;<p><a href="https://documenti.wordpress.com/2012/01/24/alberto-castagna/" class="more-link">Continua a leggere</a></p><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=documenti.wordpress.com&amp;blog=683720&amp;post=141&amp;subd=documenti&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<blockquote><p>3 marzo 2005</p></blockquote>
<p><em>Quando un inviato sta fuori, l&#8217;unica notizia che esiste e&#8217; quella su cui sta cacciando. Oltretutto il tempo per il resto e&#8217; poco e spesso, come da Marsiglia, le difficolta&#8217; di comunicazione sono notevoli. Cosi&#8217; capita di passare sotto silenzio notizie invece che meriterebbero molta attenzione. La morte di Alberto Castagna, per esempio, mi ha scosso profondamente. Gia&#8217; tanti lo hanno ricordato perche&#8217; di amici ne aveva tanti. Io voglio ricordare non il Castagna uomo di spettacolo, la sua parte piu&#8217; famosa, ma il compagno di viaggio, quando anche Alberto faceva l&#8217;inviato di cronaca. L&#8217;ultima volta che ci trovammo insieme fu a Forli&#8217; per il delitto Ruffilli, un crocevia importante nella storia delle brigate rosse. Era simpatico e generoso e fra colleghi non sempre e&#8217; facile trovarsi vicini. Specie quando si e&#8217; avversari: a quei tempi la competizione era soprattutto fra Tg1 e Tg2. A cena poi solita solfa: la voglia di fare di piu&#8217;, tornare allo spettacolo, dedicarsi all&#8217;intrattenimento, insomma mi racconto&#8217; i suoi sogni. Beh, almeno gli sono riusciti. </em></p>
</div>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/documenti.wordpress.com/141/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/documenti.wordpress.com/141/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/documenti.wordpress.com/141/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/documenti.wordpress.com/141/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/documenti.wordpress.com/141/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/documenti.wordpress.com/141/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/documenti.wordpress.com/141/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/documenti.wordpress.com/141/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/documenti.wordpress.com/141/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/documenti.wordpress.com/141/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/documenti.wordpress.com/141/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/documenti.wordpress.com/141/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/documenti.wordpress.com/141/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/documenti.wordpress.com/141/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=documenti.wordpress.com&amp;blog=683720&amp;post=141&amp;subd=documenti&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Edoardo Agnelli</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Sep 2010 15:06:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pinoscaccia</dc:creator>
				<category><![CDATA[edoardo agnelli]]></category>

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		<description><![CDATA[Malindi, ottobre 1990 Adesso è rimasto solo. I cugini sono ripartiti: lui ha preferito rimanere in Kenya con i suoi problemi e risolverli. “Andrò via solo quando tutto sarà chiarito” ci ha detto, salutandoci. Ma chi è  Edoardo Agnelli? Raccontarlo non è  semplice. Ne esistono almeno due: Edoardo III, quello ufficiale, l’erede (semiripudiato) delle biografie &#8230;<p><a href="https://documenti.wordpress.com/2010/09/16/edoardo-agnelli/" class="more-link">Continua a leggere</a></p><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=documenti.wordpress.com&amp;blog=683720&amp;post=129&amp;subd=documenti&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Malindi, ottobre 1990</p></blockquote>
<p><strong><span style="font-weight:normal;"><a href="http://documenti.files.wordpress.com/2010/09/edoardo-agnelli1.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-145" title="edoardo-agnelli" src="http://documenti.files.wordpress.com/2010/09/edoardo-agnelli1.jpg?w=545" alt=""   /></a>Adesso è rimasto solo. I cugini sono ripartiti: lui ha preferito rimanere in Kenya con i suoi problemi e risolverli. “</span><em><span style="font-weight:normal;">Andrò via solo quando tutto sarà chiarito</span></em><span style="font-weight:normal;">” ci ha detto, salutandoci. Ma chi è  Edoardo Agnelli? Raccontarlo non è  semplice. Ne esistono almeno due: Edoardo III, quello ufficiale, l’erede (semiripudiato) delle biografie Fiat, e quello vero, un “ragazzo” di 36 anni che abbiamo scoperto giorno per giorno passeggiando sulla spiaggia di Malindi. Lui vestito di tutto punto e appoggiato su un inseparabile bastoncino di bambù, quasi una coperta di Linus. Noi armati soltanto di memoria, guai a usare il taccuino. Ne viene fuori un “colloquio” mai scritto che rivela una persona piena di dubbi ma anche piena di molte certezze, a dispetto di chi vuole liquidarlo semplicemente come un personaggio “scomodo”. In effetti, scomodo lo è. Il primogenito del presidente della Fiat che è contro il nucleare, che ha problemi con la droga, che parla male dei manager dell’azienda, che si lamenta di essere lasciato solo dalla famiglia, che preferisce la filosofia al computer, altro che scomodo. Come quando una sera – era particolamente giù di corda – al “White Elephant”, il suo rifugio di lusso, ci ha chiamato. Ha ordinato una caraffa di caffè e ha raccontato: “</span><em><span style="font-weight:normal;">Alla Garbatella, una notte come questa, calda e umida. Stavo con i ragazzi di vita. Dovevano procurarsi i soldi per la roba. Saliamo in macchina, no non era una Fiat… Incredibile come riconoscono la polizia, dicono che il rumore delle marmitte è inconfondibile. Il colpo, poi la roba e neppure la pazienza di aspettare l’apertura delle farmacie. Mancava un quarto d’ora ma si sono messi a cercare le siringhe usate nella spazzatura…</span></em><span style="font-weight:normal;">”<br />
Fragile? “</span><em><span style="font-weight:normal;">Non sono fragile. Il fatto è che io vedo le cose in maniera diversa dai miei cugini. A me non interessano i fondi di magazzino, sapere quante Uno sono rimaste invendute. Io so che bisogna tornare indietro per andare avanti. Io sono per un nuovo rinascimento. Sono d’accordo con gli orientali quando dicono che essere andati sulla luna non significa niente. E io poi penso ai problemi degli altri, al sud dell’Italia, al traffico di Roma, ai poveri ragazzi drogati. L’ho detto a Craxi: la legge è una cantonata clamorosa. Ma non è detto che non si possa cambiare. Se uno deve andare a Firenze e si accorge che sta andando a Napoli, basta ammettere di aver sbagliato e invertire la marcia</span></em><span style="font-weight:normal;">”. La battaglia contro la legge sulla droga sta particolarmente a cuore ad Edoardo. Si accalora: “</span><em><span style="font-weight:normal;">Sono finito in questa brutta storia perchè qui in Kenya mi batto contro la siringa. La siringa è la rovina, è la fine. E ho denunciato un australiano che si bucava davanti ai ragazzi. Il suo spacciatore, un certo Kimani, un poveraccio, me l’ha fatta pagare e ha soffiato alla polizia. Pensavano di trovare eroina in quella misera casa di Watamu ma c’era solo un terzo di grammo di concentrato di morfina. Roba da fumare, pressocchè innocua. Ecco, la differenza sta tutta qui: noi trattiamo in Italia come criminali ragazzi che fumano e non riusciamo a capire che hanno solo bisogno di aiuto e magari non combattiamo fino in fondo i trafficanti</span></em><span style="font-weight:normal;">”. In dieci giorni con Edoardo detto “Dodo” (ma solo dagli amici) abbiamo parlato di tutto. Tentiamo di ricordare, perche’ bisogna andare a memoria: la presenza di un taccuino avrebbe inquinato inesorabilmente la confessione. Abbiamo parlato di Bush (“</span><em><span style="font-weight:normal;">sono con lui</span></em><span style="font-weight:normal;">”), della Lega (“</span><em><span style="font-weight:normal;">non ci voleva proprio in un Paese così  a rischio razzismo</span></em><span style="font-weight:normal;">”), di Hussein e del Papa. A Saddam ha mandato un telex di protesta per l’invasione del Kuwait. Al Papa ha scritto una lettera, molto affettuosa che ha cercato di fargli avere durante la visita in Africa. Edoardo ha anche parlato della Fiat e della famiglia.<br />
“</span><em><span style="font-weight:normal;">La Fiat è in mano ai manager. Sono bravi ma non guardano molto avanti. Con la politica dell’oggi rischiano di rovinare tutto. I miei cugini? Lupo è in gamba e gli voglio bene come un fratello. Si è messo nel campo dell’aviazione (abbiamo preso il brevetto di pilota insieme ma io ho abbandonato) e ora rischia di far concorrenza all’Alitalia. Anche Giovanni è molto bravo, sta facendo un ottimo lavoro alla Piaggio. Quando i nostri genitori decideranno di lasciare saremo noi a portare avanti l’azienda, ognuno con le sue responsabilità e le proprie predisposizioni</span></em><span style="font-weight:normal;">”. Un messaggio fin troppo chiaro per chi vuole Edoardo escluso dal futuro della Fiat. In un orecchio, poi ti sussurra: “</span><em><span style="font-weight:normal;">Si devono ricordare che sono sempre il figlio di Gianni Agnelli. E soprattutto che ho il 36 per cento delle azioni. Non sarà facile farmi fuori</span></em><span style="font-weight:normal;">”.<br />
E la famiglia? “</span><em><span style="font-weight:normal;">Io adoro la mia famiglia. Sono molto affezionato a mio padre. Mi dispiace che questa mia disavventura lo renda nervoso. Perchè se lui è nervoso divento nervoso anch’io e questo non va bene</span></em><span style="font-weight:normal;">”. Poi ci ripensa. Ripensa alla Fiat. Ci sono cose che non gli vanno giù. Si sfoga: “</span><em><span style="font-weight:normal;">Da una settimana non riesco a parlare con Pescetto, il capo delle relazioni esterne del gruppo. La solita storia: è appena uscito, sta di sopra, stava qui un momento fa… Inutile, non ha mai risposto ai miei messaggi. Pensare che ha quattro anni meno di me, un pò di rispetto!</span></em><span style="font-weight:normal;">” Vorrebbe sfogarsi anche sui rapporti con la famiglia ma l’affetto lo frena. Vivendo nello stesso albergo è stato facile però vederlo soffrire quando non riusciva a mettersi in contatto con l’adorato padre, in vacanza a Saint Moritz, mentre doveva accontentarsi di salutare attraverso il segretario la mamma e la sorella Margherita. E sempre sotto l’occhio vigile di un aitante, anche se attempato uomo di fiducia romano.<br />
Povero Edoardo. Forse ingenuo, ma sicuramente tutt’altro che pazzo, come lo chiamavano con un pizzico di affettuosa malizia i suoi compagni d’Università a Princeton: “crazy Eddy”. “</span><em><span style="font-weight:normal;">Io soffro i mali della mia generazione</span></em><span style="font-weight:normal;"> – ci ha detto un pomeriggio a Gedda -. </span><em><span style="font-weight:normal;">Ognuno ha le sue guerre. La guerra della mia generazione si chiama droga</span></em><span style="font-weight:normal;">”. Un vecchio turista inglese lo riconosce: “Agnelli!”. E lui: “</span><em><span style="font-weight:normal;">Sono solo il figlio di Agnelli</span></em><span style="font-weight:normal;">”. Il turista, di rimando: “E’ lo stesso”. Edoardo: “</span><em><span style="font-weight:normal;">Non è la stessa cosa</span></em><span style="font-weight:normal;">”. Poi si è messo a fare da cicerone al turista per le rovine. Edoardo, e la galera? “</span><em><span style="font-weight:normal;">Brutta esperienza. Due notti allucinanti. In piedi, in mezzo a trenta neri ubriachi. Dormire era impossibile con quel pavimento umido e in mezzo a stupratori che non conoscono rispetto, con quel cattivo odore. E poi i poliziotti venivano ad urlare ogni mezz’ora. No, non mi hanno picchiato. Soltanto una mattina all’alba quando mi sono rifiutato di rispondere all’appello, un poliziotto si è tolto la cinta e ha picchiato senza ragione un nero che mi stava a fianco. Ho capito che bisognava rispondere</span></em><span style="font-weight:normal;">”. Ora se ne sta solo nel bungalow numero sette del “White Elephant” e qualcuno dei numerosi amici italiani gli porta talvolta anche qualche bellezza locale. Lui non si entusiasma ma accetta per non offendere. “</span><em><span style="font-weight:normal;">Un cadeau non si rifiuta mai</span></em><span style="font-weight:normal;">”, sorride.<br />
</span><span style="font-weight:normal;">Forse ha paura di averci raccontato cose che non doveva dire e si affretta a dirci che ha parlato con il papà. Che ha detto? “</span><em><span style="font-weight:normal;">E’ nervoso, non preoccupato. Pensa che sto qui in mezzo ai giornalisti e chissà le stupidaggini che dico. Ho voglia di vederlo, di tornare a casa. Ma prima voglio chiarire tutto. Non mi va di andare a casa sotto giudizio. Sono innocente e voglio dimostrarlo</span></em><span style="font-weight:normal;">”. Pensare che in un Paese come il Kenya basterebbe pagare, neanche tanto, per risolvere ogni questione. Se avesse pagato subito neppure lo avrebbero portato in prigione. Per non parlare della storia di uscire: gli hanno sequestrato il passaporto ma il giovane Agnelli ne ha altri due, uno italiano, l’altro statunitense (è nato a New York). Ma Edoardo pulito e pacifista non accetta questa logica. Lo ha spiegato ai due cugini quando sono arrivati a Malindi per “risolvere la questione” secondo gli ordini della famiglia. Li ha rimandati via, da soli. Mah, forse è davvero pazzo. Ma certo non è fragile come dicono. In ogni caso, con tutti i suoi difetti, Dodo è sicuramente un tipo per cui tifare. Speriamo che quando tornerà a Roma, a casa di zio Caracciolo, ci chiami, come ha promesso. </span></strong></p>
<p><strong><strong>Edoardo Agnelli è morto cinque anni dopo, il 15 novembre del 2000, gettandosi (forse) da un ponte sull&#8217;autostrada.</strong></strong></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/documenti.wordpress.com/129/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/documenti.wordpress.com/129/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/documenti.wordpress.com/129/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/documenti.wordpress.com/129/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/documenti.wordpress.com/129/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/documenti.wordpress.com/129/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/documenti.wordpress.com/129/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/documenti.wordpress.com/129/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/documenti.wordpress.com/129/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/documenti.wordpress.com/129/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/documenti.wordpress.com/129/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/documenti.wordpress.com/129/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/documenti.wordpress.com/129/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/documenti.wordpress.com/129/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=documenti.wordpress.com&amp;blog=683720&amp;post=129&amp;subd=documenti&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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