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La storia di Ivan, poliziotto sfortunato

24 gennaio 2012

24 marzo 2005

“Salve, sono Natale Liggi, un ex agente della polizia stradale di Cesena.Vi prego di volermi dedicare qualche minuto perché possa esporre quanto è successo a mio figlio Ivan, anch’egli agente della Stradale di Rimini. Ivan, sin da piccolo ha sognato di diventare un poliziotto come il suo papà, indossare quella divisa che in famiglia viene indossata da molti, (dal papà, due zii, due cugini, ed il cognato). Ivan è cresciuto con certi valori e determinate ideologie. Il 18 marzo del 1992 il suo sogno si realizza, superando le selezioni riesce ad entrare in polizia. Quattro anni dopo viene trasferito nella nuova sezione della Stradale di Rimini. A 25 anni, il 24 febbraio del 1997 la sua vita subisce un trauma irreversibile. Ivan ,in servizio di pattuglia sulla statale Adriatica intima l’alt a un automobilista, che si da alla fuga saltando il posto di blocco. Dopo un inseguimento durato circa un’ora nel centro di Rimini la pattuglia, armi in pugno, ferma questa folle corsa, improvvisamente l’auto riprende la fuga investendo l’agente Ivan e facendolo cadere: in questi momenti di concitazione, il poliziotto si rialza da terra, rincorre il fuggitivo estraendo l’arma dalla fondina, che aveva il colpo in canna inserito al momento del fermo, una esplosione, parte un colpo accidentalmente, il proiettile infrange il lunotto posteriore e colpisce l’automobilista uccidendolo. Ivan dopo cinque anni di sospensione è stato reintegrato presso la polizia ferroviaria di Pesaro, si è distinto per due episodi per i quali è stato proposto una lode per interventi particolarmente rischiosi effettuati fuori servizio. Ma intanto dalla Corte D’assise di Rimini l’agente Liggi è stato condannato a 4 anni per omicidio colposo. Nel 2000 il procuratore generale di Bologna, impugna la sentenza, la trasforma in omicidio volontario. La Cassazione nel 2001 annulla la sentenza rinviandola di nuovo alla Corte d’appello di Bologna. La Corte Suprema di Cassazione il 15 ottobre 2004 conferma la seconda condanna della Corte d’Appello di Bologna a 9 anni e 5 mesi per aver sparato volontariamente ad altezza d’uomo, pena che Ivan ha iniziato a scontare nel carcere dal giorno 16 ottobre 2004. Intanto anche la Corte dei Conti presenta il conto, condanna Ivan a risarcire al Ministero dell’Interno Euro 130.000 pari alla somma pagata alla parte civile, più interessi che maturano dal 28 febbraio 2003 di Euro 11,16 giornalieri. Licenziato dal lavoro sarà perseguitato fiscalmente per il resto della sua vita. Continuo a non credere che Ivan avesse la volontà di ammazzare quel ragazzo, lo comprendono anche le sorelle della vittima che ai giornali hanno pronunciato le seguenti parole: “Anche nostro fratello avrebbe voluto un po’ di pace per Ivan, faremmo di tutto per aiutarlo, anche andare davanti ai giudici per chiedere una riduzione della pena per non distruggere un’altra vita”.

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