Augusto De Megni
Aveva dieci anni, adesso ne ha ventiquattro, e’ un ragazzo altissimo, sorridente. Stamattina ho rivisto Augusto De Megni, vittima di un sequestro che fece tremare tutta l’Italia. Ebbi la fortuna di vederlo per primo, appena liberato, perche’ entrai nella sua casa a Perugia con i Nocs e lo intervistai, con molta cautela, sul divano di casa accanto a mamma e papa’. Era un bambino frastornato da quattro mesi di prigionia, chiuso dentro una grotta piccolissima. Adesso parla del suo sequestro con tranquillita’ dimostrando, per fortuna, di aver superato il trauma. E’ successo a “Uno mattina”, dove sono stato ospite, insieme a investigatori ed altri ex sequestrati, per spiegare la fine di un fenomeno per tanti anni allarmante. Ho seguito per molto tempo le vicende di uno dei delitti piu’ abietti e purtroppo si sa che e’ finito soprattutto perche’ per i criminali non e’ piu’ remurenativo.
Paradossalmente e’ stato il “progresso” ad annullare un reato ignobile che faceva leva sui sentimenti. C’e’ da gioirne, a denti stretti.



