Alberto Castagna
3 marzo 2005
Quando un inviato sta fuori, l’unica notizia che esiste e’ quella su cui sta cacciando. Oltretutto il tempo per il resto e’ poco e spesso, come da Marsiglia, le difficolta’ di comunicazione sono notevoli. Cosi’ capita di passare sotto silenzio notizie invece che meriterebbero molta attenzione. La morte di Alberto Castagna, per esempio, mi ha scosso profondamente. Gia’ tanti lo hanno ricordato perche’ di amici ne aveva tanti. Io voglio ricordare non il Castagna uomo di spettacolo, la sua parte piu’ famosa, ma il compagno di viaggio, quando anche Alberto faceva l’inviato di cronaca. L’ultima volta che ci trovammo insieme fu a Forli’ per il delitto Ruffilli, un crocevia importante nella storia delle brigate rosse. Era simpatico e generoso e fra colleghi non sempre e’ facile trovarsi vicini. Specie quando si e’ avversari: a quei tempi la competizione era soprattutto fra Tg1 e Tg2. A cena poi solita solfa: la voglia di fare di piu’, tornare allo spettacolo, dedicarsi all’intrattenimento, insomma mi racconto’ i suoi sogni. Beh, almeno gli sono riusciti.



