

Conosco un po’ la storia di Paolo Giuntella e mi dispiace davvero tanto, ma proprio tanto. E il primo aggettivo che mi ispira la sua figura è “pulito”. Io ho conosciuto la moglie Laura ai tempi della mia militanza in un movimento politico, lei ne era una dirigente. A Genova si vedeva che non stava affatto bene, sembrava notevolemnte peggiorato, ma ha resistito. Un grazie a lui per aver in qualche modo condiviso con noi telespettatori la sua malattia e per averci dato un piccolo grande esempio di coraggio e professionalità. Un Grande. Mericonci
Ho sentito la notizia al tg di sfuggita e ci sono rimasta male… spesso noi “di qua” siamo abituati a sentire le voci e non associare le voci alle persone… quindi quando ho capito che se n’era andata quella “voce” cosi familiare ho sentito subito che mi mancherà… nonostante la faccia l’abbia riconosciuta solo dopo, a servizio cominciato. Quel cappello non era un cappellaccio… forse era un pò come la coperta di Linus… lo portava sempre con se in capo al mondo così dovunque andasse non si sarebbe mai sentito solo.. Un abbraccio Pino, mi associo alle condoglianze del Tg1. SparklingDiamond
dispiaciutissima… era una costante la sua presenza al fianco dei presidenti nel tg; il suo cappello faceva simpatia, era un connotato strano per uno che aveva fatto cose importantissime già da giovane (oggi sembra impensabile, eppure lui c’era riuscito). Ciao. Nuvolasenzainverno
Era un giornalista molto garbato.E’stata una notizia che mi ha colto di sorpresa. Tashucan
Caro Pino, son secoli che non commento: gli impegni mi hanno allontanata dal mondo dei blog, ma col pensiero continuo a ricordare il significato di questo tuo spazio e quanto mi ha dato qualche anno fa. Ecco, quando stamattina ho letto la notizia, ho avuto bisogno di venire a leggere il tuo modo di ricordarlo: e non mi sbagliavo a immaginare che le tue parole sarebbero state struggenti. Un abbraccio profondo a te, e un ringraziamento commosso a Paolo Giuntella, perché è stato un giornalista educato e mai sopra le righe, un’eccezione in mezzo a tanta banalità. PaolaSal
Cappello di paglia
Ricordo vagamente
il tuo volto
ma ricordo
il tuo timbro di voce
frammenti
di quando guardavo
ancora la TV.
Non ti conoscevo
personalmente
da come
ti hanno presentato
mi dispiace moltissimo
di non averti incontrato
nella mia strada.
Resterà nella mia mente
un’immagine sbiadita.
Ma la tua voce Paolo
nessuno la può cancellare. Posso solo regalarti
il mio cappello di paglia
che porto sempre con me
quando il sole
non mi fa guidare.
Paolo ti regalo
quello più vecchio
ci sono molti viaggi
dentro vedere
e moltissimi da fare
adesso dove ti trovi
ti faranno tanta compagnia.
Ciao Paolo buon viaggio.
Franca Bassi

Danith